Monday, 9 September 2013

Sorrentino

Grande film. Grande film che fa onore all’Italia. Bravo Sorrentino. Ma prima di dilungarmi, e lo faro’ perche’ amo scrivere di cose che amo, su questa opera cinematografica magnifica fatemi informarvi. L’ ho letto sui giornali e so che vi fa piacere essere informati. Mario Balotelli dormiva quando a Coverciano e’ arrivata in visita il mistro nato in Congo, poi ha mandato un messaggio di scuse, Carla Bruni ha rimbrottato il fotografo ch la immortalava mentre fumava, Rihanna all’aereoporto di New York si e’ presentata in tuta mimetica, Lady Gaga a Londra ha mangiato un’hamburger indossando un reggiseno rosa, Luciano Ligabue, 53 anni, si e’ sposato per la seconda volta, e quindi auguri a lui, alla moglie Barbara e alla prima moglie Donatella, Naomi, Naomi Campbell ha sfilato di nuovo a New York. E Memet Ozil, giocatore tedesco di origine turca, e’ passato dal Real Madrid all’Arsenal di Londra, ha dichiarato che ci sarebbe andato gratis e a piedi, ha lasciato la squadra spagnola perche’ lo riprendeva circa la sua storia d’amore con Aida Yespica: 18 mila euro spesi per l’aereo privato ogni volta, ogni 18 giorni, che andava a trovarla, a Parigi o a Milano. L’amor non si ferma, nulla lo puo’ bloccare. Pensate a Romeo e Giulietta, Lancillotto e Ginevra, Paolo e Francesca, Tristano e Isotta. Salvato, tornato a casa dopo il film dal giovane mago Justin relatvamente al pezzo di iei ecco, come promesso, che vi dico la mia, ecchissenefrega nun coo metti, su La grande bellezza. Mai titolo fu piu’ azzeccato. Mai storia fu piu’ vera. Io, non volendo, quella vita l’ho dovuta vivere occupandomi di spettacolo e posso assicurare che Paolo Sorrentino ha visto giusto. Una storia semplice quanto cruda e impeccabile e infernale e tragica e vuota. Con un dialogo memorabile che vorrei avere qui con me e sempre consultare. Si’, Sorrentino ama molto Fellini – i volti, i corpi, religiosi e religiose, la giraffa alla Basilica di Massenzio e poi non dico altro – cosi’ come l’amico Moretti, Giovanni “Nanni” che lo volle in una scena de Il caimano. Carlo Buccirosso e Iaia Forte, partenopei e tutteduesuperbi, in macchina tra le prostitute e’ una dotta citazione/rielaborzione da Ecce bombo. Non dica di no Sorrentino perche’ sul Lungotevere accanto al Convitto Nazionale, mi pare si chiami della Vittoria, dove girammmo la scena in notturna c’ero anche io a vedere come veniva girata. Un film, La grande bellezza,ecco, mi ha reso orgoglioso di essere nato a Roma, e tifoso dell’A.S.Roma. Con pecche, certo, m sempre un grandisismo film. La Ferilli spende tutti i suoi soldi in medicine, il padre non sa dove mette i soldi, poi, nuda, more o scompare. Finale di parte aperto o caos vero e incomprensibile? Perche’ invece delle chiacchiere e chiacchiere sulla citta’ Roma e il Paese Italia il film e’ un’omaggio unico alla bellezza della citta’ eterna. Sia per quel che riguarda gli esterni sia per quel che riguarda gli interni. Intendo, ad esempio, la terrazza davanti al Colosseo, avendo abitato a poche centinaio di metri penso sia quella dove abitavano i due grandi attori Giorgio De Lullo e Romolo Valli, e l’interno del negozio dove Sabrina Ferilli sceglie l’abito per andare al funerale. Con una scena di nudo che non si confa’ a lei e al film e a Sorrentino. Architettura fascista, forse Marcello Piacentini ma piu’ in la’ non vado, non mi espongo, ci sono altri che sono esperti in architettura, io no. Della trama, semplice ma riassunta in una battuta terribile che recita “io non volevo fare le feste a Roma, io volevo avere il potere di farle fallire” che rimanda ad altre feste e festini ben noti, non si puo’ che dirne bene, mentre fanno il trenino ballando Toni Servillo/Jep Gambardella dice allegro a Iaia Fiastri “”facciamo il piu’ bel trenino di Roma”, perche’ la scrittura e’semplice, cruda, nuda. Nitida e tagliente come la lama di un bisturi. Le scene? Sono la specialita’, il marchio di fabbrica di Sorrentino, e lo rimarranno. Allievo di Fellini. Allievo promosso a pieni voti. Immagini evocative, mozzafiato, stupende, movimento di macchina che lasciano stupiti e danno vita a scene una piu’ emozionante dell’altra. La recitazione? Nun ne parlamo proprio, direbbe il personaggio della signorina Ferilli. E concorderemmo con lei. Servillo, non si sa perche’e per come, e’ sempre piu’ bravo - il fratello Peppe, cantante della Piccola Orchestra Avion Travel, ancheggia e balla non male in una scena – con la sua recitazione fatta di sguardi, silenzi, rughe, risatine, cinismo apocalittico ed elegante. La signorina Ferilli, che dalla nasccita sappiamo essere stata baciata dalla Natura, mostra quello che e’ veramente e che le forme hanno sempre messo in secondo piano o oscurato completamente: una grande attrice. I frettolosi frequentatori delle sale cinematografiche l’hanno etichetta come “nuova Anna Magnani” o “ammazzaquantebbona” ma hanno sbagliato di grosso. L’abito non fa il monaco e un fisico da sogno non fa una starlet qualsiasi, di quelle che stanno assassinando a colpi di natiche, seni e vagine il cinema, italiano e statutinitense in particolare. Innanzitutto va detto che la signorina e’ donna estremamente intelligente e non si e’ ridotta a bambola gonfiabile o canotto, fate voi, e’ donna e femmina esremamente bella e sensuale e lo sa e si diverte a irretiscce – a Sabri’, semo tutto ‘na rete, da’uno retta ar barbone – e sa essere attrice di grande spessore. Datele una storia, un personaggio che non deve mostrare le forme, datele un copione, uno sceneggiatore, un regista che non la veda nuda, un film, magari anche piccolo piccolo, dove per contratto sia scritto che non deve spogliarsi poi ne riparleremo. Si esprime con i grandi occhi belli, con movenze antiche, con il corpo, magnifico, esposto con naturalezza e il personaggio, drammatico, che dipinge giganteggia e impaurisce con la sua tenerezza, bellazza, ineluttabilita’ della morte. Colui che fa il padre, a Roma di notte ne girano a miglia. Mi scusi ma non sono riuscito a riconoscerla ma pensi che sia Urbano Barberini, o Stefano Dionisi,ma da spettatore le posso dire che le sue battute fanno male, Complimenti anche a lei. Carlo Verdone si e’ finalmente ricordato che oltre al regista fa l’attore. E l’attore deve interpretare anche ruoli drammatici se non vuole essere etichettato per tutta la vita come attore e regista comico. E basta. Si ricordi sempre, lui romano, che Aldo Fabrizi, e ripeto Fabrizi Aldo, era un baluardo della comicita’, da solo o un compagnia, ma da regista e attore ha diretto e interpretato anche Emigrantes, il piu’ bel film mai fatto sull’ emigrazione, in Argentina, e Roma citta’ aperta di Roberto Rossellini, si, don Pietro. Se lo ricordi quando legge o scrive un copione, magari ci regala ancora momenti memorabili come questo. (Parentesi: saluti a Lele Marchitelli, e Serena, che lo accompagna alla chitarra,lui bassista nella scena in cui fa Verdone recita a teatro). Carlo Buccirosso e Iaia Forte. Roberto Herlitzka e Massimo Populizio, Dario Cantarelli, “morettiano” di lungo corso, Pamela Villoresi, una strepitosa Francesca Neri che, chissa’ perche’, e’ sempre piu’ affascinante e bella e recita magnificamente. L a signora di bassa statura di cui non so il nome ma so che e’ una grandissima attrice, la direttrice del giornale per intenderci, Serena Grandi, che con la cocaina ha avuto a che fare e che in pochi minuti dispiega il disperato vuoto di una vita, Giorgio Pasotti, che oltre ad essere molto bello e’estremamente bravo e schivo, il che e’ magnifico. E Lillo, non mi dite di dirvi il cognome, e se lo sapete fatemelo sapere, perche’ lo confondo con quello di Greg, straordinario mercante d’arte e psicopatie moderne. La Santa, non me ne voglia l’attrice che l’ha interpretata ma il truccatore si e’ superato e merita tutti i premi possibili ed immaginabili. Superba interpretazione fatta di poche frasi, molte dette con il volto e gli occhi. 104 anni. E poi dicono che la vecchiaia...E la bionda bambina artista in quel trpudio di colori e follia vangoghiana. La scena, non me ne voglia Sorrentino, mi ha subito ricordato Blow up di Antonioni, con Vanessa Redgrave e David Hemmings, quando ai magazzini londinesi Simpson di Piccadilly, ora superba libreria Waterstone con annesso ristorante che vi consiglio vivamente di visitare se mai andrete o siete andati o ritornerete nella citta’ natale di Sherlock e Mycroft Holmes. Si’, la bambina invasata, posseduta quasi dall’Arte, come un giovanissimo, irsutissimo, arrabiatissimo, e gia’ superltivo, Jeff Beck, allora negli Yardbyrds che si sarebbero esibiti a Sanremo con Lucio Dalla in Paff bum un tuffo dentro al cuore, quando suona ee si infervora e butta giu’ e distrugge i manichini del grande magazzino dove si svolge la scena del film. Epocale. Come in La grande bellezza. Davvero grande. Davvero bellezza. Al contrario di quel che si crede e propugna in quell’ambiente e in Italia in generale, non conta l’apparenza ma l’essenza. Less is more, meno e’ piu’, c’e’scritto su una maglietta che acquistai nel newyorchese Whitney Museum deidato a uno dei miei pittori preferiti, Edward Hopper: e’ vero. Da amante e appassionato di cinema voglio dire sono due cose. Una: bene il personaggio interpretato da isabella Ferrari - “sono ricca” senza spiiegare come e perche’ mi sembra dichiarazione-epitaffio di rara durezza - che aveva gia’ interpretatoper lui una pubblicita’ di biancheria intima (peccato il photoshop avesse poi privatola signora Ferrari dell’ombelico) ma perche’ la scena a letto e la butta che lei si fa le foto nuda e vuole mostrargliele? Non basta quel che si ‘ visto? Senza nulla toglier a l corpo della signora Ferari. Due: ma quanto sarebbe stato bello rivedere, girato da Sorrentino, l’episodio Le tentazioni del dottor Antoni che Federico Fellini giro’ per Boccaccio ’70? Peppino De Filippo e una prorompente Anita Ekberg, ovviamente post La dolce vita? E la canzoncina “bevete piu’ latte, il latte fa bene”? Era girato nl grande spiazzo che stava all’Eur, a sinistra andando verso il nerviano Palazzo dello Sport. No si puo’, sta prendendo forma la “Nuvola”. Di nubi o di fumo? Bravo Sorrentino. E bravi tutti. Mi avete fatto essere orgoglioso di essere nato a Roma, capitale dell’Italia. Unita. Non e’ davvero poco

5 comments:

  1. Se dici che è bello, allora lo andrò a vedere sicuramente.
    Luca

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    1. E vai no? Sempre a vedere la Roma con Giancarlo e Cristiano...

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    2. E vai no? Sempre a vedere la Roma con Giancarlo e Cristiano...

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  2. che grande bellezza il tuo pezzo! mi ricorda tanto i tuoi dopo-concerto quando citavi una per una tutte le canzoni eseguite con tanto di titoli e annessi e connessi. Questa scrittura sbrodolona (in senso buono, come sorseggiando un brodo di bollito misto della domenica)che apre parentesi e non perde mai il filo. Questa passione per le immagini, per gli attori, per le storie. Quest'orgoglio che ci riscatta e ci consola. Mi sono sentita quasi citata (non per la Ferilli!!!!) ma perchè passo almeno una volta al giorno per il lungotevere della Vittoria. Insomma, bravo Paolo, continua così, tu che hai tempo scrivi anche per noi, è un piacere leggerti. Baci grandi. A

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  3. Non so chi tu sia ma apprezzo grande mente la tua risposta. Mi scuso per il ritardo che sembra endemico con tutto cio' che e' collegato alla tecnologia, sms o mail. Leggimi sempre e spargi la voce. Per la cronaca a lungotevere della Vittoria gira Ecce Bombo

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